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278 morti sul lavoro nei primi 4 mesi del 2026: più ispezioni, più denunce. Ma le morti non si fermano.

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Ogni anno, intorno all'inizio dell'estate, arrivano i numeri del primo quadrimestre sugli infortuni sul lavoro in Italia. E ogni anno ci ritroviamo a fare i conti con una realtà difficile da accettare: nonostante le norme si facciano più stringenti, nonostante le ispezioni aumentino, nonostante i proclami istituzionali, le persone continuano a morire mentre lavorano.


Nel periodo gennaio-aprile 2026 i dati INAIL hanno registrato 278 vittime totali sul lavoro, di cui 196 in occasione di lavoro e 82 in itinere. Un segnale parzialmente positivo: i morti in occasione di lavoro calano del 7,1% rispetto ai 211 dello stesso periodo del 2025. Ma le denunce di infortunio aumentano del 6,4%. E i morti in itinere crescono.


Il quadro complessivo è quello di un sistema che si muove, ma troppo lentamente. E in cui le PMI italiane — che rappresentano il 99% del tessuto produttivo — rimangono spesso l'anello più fragile.


I numeri del primo quadrimestre per le morti sul lavoro 2026



Le morti sul lavoro 2026 hanno contato 196 infortuni mortali in occasione di lavoro si suddividono in 177 senza mezzo di trasporto e 19 con mezzo di trasporto. Gli infortuni mortali in itinere passano invece da 80 a 82 casi, con un incremento del 2,5% — confermando una tendenza già emersa nel 2025, quando gli incidenti nel percorso casa-lavoro erano aumentati del 29,5% rispetto al 2024.


Confronto 2025 vs 2026: cosa è migliorato e cosa no


Per capire il quadro completo, è utile mettere a confronto i dati del primo quadrimestre 2025 — quando si registrarono 291 morti totali, di cui 211 in occasione di lavoro — con quelli del 2026:



I dati raccontano un Paese in cui la tendenza di lungo periodo va nella direzione giusta, ma con progressi lenti e disomogenei. L'indice di incidenza nazionale scende da 8,8 a 8,1 vittime per milione di occupati — un miglioramento reale. Tuttavia, l'aumento delle denunce di infortunio suggerisce che i casi non mortali stiano invece crescendo.



La mappa dell'Italia: chi è in zona rossa

Grazie a questi dati possiamo stilare una classifica delle regioni italiane in quattro zone in base all'indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati, rispetto alla media nazionale di 8,1:



In valore assoluto, la Lombardia — pur in zona gialla per incidenza — registra il maggior numero di morti: 30 decessi, pari al 15,3% del totale nazionale. Una conferma che le grandi concentrazioni industriali producono numeri assoluti elevati anche in presenza di un indice relativo contenuto.


Chi muore, dove e perché

I settori economici più colpiti nel primo quadrimestre 2026 confermano il pattern storico: le Costruzioni guidano la triste classifica con 34 vittime (17,3% del totale), seguite da Trasporto e Magazzinaggio con 26 casi e dalle Attività Manifatturiere con 19. Tre settori che insieme concentrano oltre la metà delle morti in occasione di lavoro.


Sul piano demografico, le 196 vittime si suddividono in 180 uomini e 16 donne. La fascia d'età 55–64 anni è la più colpita in valore assoluto con 78 vittime (39,8% del totale), seguita dalla fascia 45–54 anni con 52 casi. In termini di incidenza relativa, il rischio più elevato si concentra però tra gli over 65, con 27,7 decessi per milione di occupati — un dato che cresce con l'innalzamento dell'età pensionabile.


Più ispezioni, più violazioni: il paradosso del 2026

Il 2026 segna un'accelerazione decisa dell'attività ispettiva. Nel 2025, l'INL aveva già registrato un aumento del 3,9% delle ispezioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro — 51.928 controlli totali. E già allora l'aumento delle verifiche aveva prodotto un aumento degli illeciti accertati: 89.851 violazioni penali (+7,8% rispetto alle 83.330 del 2024).



Nel primo trimestre 2026, le ispezioni avviate sono state circa 37.000 — un ritmo ancora più sostenuto. Il DL 159/2025, convertito in Legge 198/2025, ha introdotto novità sostanziali: dal badge digitale obbligatorio nei cantieri al rafforzamento della patente a crediti (sanzione minima raddoppiata da 6.000 a 12.000 euro), fino all'obbligo per le aziende con oltre 15 dipendenti di tracciare i near miss in un database nazionale.


A giugno 2026, l'INL ha anche avviato una campagna straordinaria di vigilanza congiunta con INPS, INAIL e Carabinieri, attiva da giugno a settembre, con focus su agricoltura e caporalato — ma con ricadute su tutti i settori a rischio.



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